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mercoledì 12 agosto 2026

Come analizziamo una partita: la Fase 1 delle 14 del Metodo del Direttore


 

Come analizziamo una partita: la Fase 1 delle 14 del Metodo del Direttore

Prima di parlare di pronostici, quote o possibili scenari, c’è un passaggio che per La Soffiata del Direttore viene prima di tutto: capire cosa raccontano realmente i numeri.

Ogni partita che analizziamo attraversa un processo composto da 14 fasi.

La prima è dedicata alla raccolta e validazione dei dati.

Non serve ancora a stabilire quale sarà il pronostico finale.

Serve a costruire una fotografia il più possibile oggettiva delle due squadre prima che entrino nell’analisi tattica fattori come formazioni, assenze, motivazioni, calendario, arbitro, quote e matchup.

In altre parole:

la Fase 1 è la radiografia statistica del match.


Perché partiamo dai dati

Uno degli errori più comuni nell’analisi calcistica è partire da una convinzione e cercare successivamente statistiche capaci di confermarla.

Il nostro metodo segue il percorso opposto.

Prima raccogliamo le informazioni.

Poi le confrontiamo.

Solo successivamente formuliamo un’interpretazione.

La domanda iniziale non è quindi:

“Cosa possiamo giocare?”

Ma:

“Come stanno realmente performando queste due squadre?”

È una differenza fondamentale.


Cosa raccogliamo nella Fase 1

Per entrambe le squadre cerchiamo, quando disponibili, i principali indicatori statistici della stagione e del periodo recente.

Stato di forma

Partiamo normalmente da:

  • ultime 5 partite;

  • ultime 10 partite;

  • vittorie;

  • pareggi;

  • sconfitte;

  • gol realizzati;

  • gol subiti;

  • clean sheet;

  • partite senza segnare;

  • frequenza GG;

  • frequenza NG;

  • Over 2.5;

  • Under 2.5.

Le ultime cinque gare aiutano a leggere il momento recente.

Le ultime dieci permettono invece di capire se quella tendenza è più strutturale o semplicemente frutto di un periodo molto breve.


Il risultato da solo non basta

Una squadra può aver vinto quattro delle ultime cinque partite.

Ma contro chi?

Con quale produzione offensiva?

Quante occasioni ha concesso?

Ha dominato oppure ha trasformato quasi tutte le opportunità create?

È per questo che una sequenza di risultati non viene mai considerata sufficiente.

Quando possibile valutiamo anche la forza degli avversari affrontati.

Quattro vittorie contro squadre di bassa classifica non hanno necessariamente lo stesso peso di quattro risultati positivi ottenuti contro avversari di alto livello.


Casa e trasferta vengono analizzate separatamente

Le statistiche generali possono nascondere differenze importanti.

Una squadra potrebbe avere:

  • un ottimo rendimento complessivo;

  • numeri offensivi molto elevati;

  • una buona media punti.

Ma produrre quasi tutto questo rendimento in casa.

Per questo analizziamo separatamente:

squadra di casa → rendimento interno

squadra ospite → rendimento esterno

Tra gli indicatori osservati troviamo:

  • punti per partita;

  • vittorie;

  • pareggi;

  • sconfitte;

  • gol segnati;

  • gol subiti;

  • clean sheet;

  • GG/NG;

  • Over/Under;

  • produzione offensiva;

  • occasioni concesse.

Questa separazione permette di evitare uno degli errori statistici più semplici ma anche più pericolosi: utilizzare una media generale fuori dal suo contesto.


Quanto produce realmente una squadra?

I gol segnati sono importanti.

Ma non raccontano tutto.

Per capire il livello reale della produzione offensiva analizziamo, quando disponibili:

  • tiri;

  • tiri nello specchio;

  • grandi occasioni;

  • occasioni create;

  • Expected Goals;

  • conversione dei tiri;

  • corner;

  • produzione da palla inattiva;

  • presenza nelle zone offensive.

Immaginiamo due squadre.

La prima segna 8 gol producendo moltissime occasioni.

La seconda ne segna 8 con pochissimi tiri e una percentuale realizzativa eccezionalmente alta.

Il risultato finale è identico.

Il processo che lo ha generato è molto diverso.

Ed è proprio il processo che vogliamo comprendere.


xG e xGA: utili, ma mai da soli

Quando sono disponibili da fonti sufficientemente affidabili utilizziamo anche:

xG — Expected Goals

e

xGA — Expected Goals Against.

Gli xG permettono di valutare la qualità delle occasioni create.

Gli xGA aiutano invece a capire la qualità delle occasioni concesse.

Non sono però una previsione automatica del risultato.

Vengono confrontati con:

  • gol realizzati;

  • gol subiti;

  • tiri;

  • tiri nello specchio;

  • grandi occasioni;

  • conversione;

  • rendimento recente.

Una metrica avanzata ha valore soprattutto quando viene inserita nel contesto corretto.


Come valutiamo la difesa

Lo stesso lavoro viene svolto sulla fase difensiva.

Non guardiamo semplicemente quanti gol una squadra ha subito.

Cerchiamo di comprendere quanto concede realmente.

Quando disponibili analizziamo:

  • gol subiti;

  • xGA;

  • tiri concessi;

  • tiri nello specchio concessi;

  • grandi occasioni concesse;

  • clean sheet;

  • errori individuali;

  • vulnerabilità sulle transizioni;

  • vulnerabilità sulle palle inattive.

Una squadra può aver subito pochissimo pur concedendo molte occasioni.

In quel caso il risultato osservato potrebbe essere migliore della reale qualità della prestazione difensiva.


Possesso, pressing e intensità

La Fase 1 comprende anche indicatori utili per comprendere il comportamento delle squadre con e senza palla.

Quando disponibili raccogliamo:

  • possesso;

  • PPDA;

  • intensità del pressing;

  • recuperi offensivi;

  • recuperi palla;

  • precisione nei passaggi;

  • transizioni;

  • capacità di avanzamento.

In questa fase vengono soprattutto raccolti e verificati.

La vera interpretazione tattica arriverà successivamente.


Primo e secondo tempo

Una partita non viene giocata nello stesso modo per 90 minuti.

Alcune squadre partono molto forte.

Altre aumentano l’intensità nella ripresa.

Altre ancora diventano vulnerabili negli ultimi 20 minuti.

Quando i dati sono disponibili separiamo quindi:

  • gol segnati nel primo tempo;

  • gol subiti nel primo tempo;

  • gol segnati nel secondo tempo;

  • gol subiti nel secondo tempo;

  • vantaggi all’intervallo;

  • capacità di rimonta;

  • gol nelle fasi finali.

Questo ci permette di individuare pattern che la semplice statistica finale potrebbe nascondere.


Corner, falli e disciplina

Non osserviamo soltanto il mercato dei gol.

La raccolta dati comprende anche:

  • corner prodotti;

  • corner concessi;

  • falli commessi;

  • falli subiti;

  • cartellini gialli;

  • cartellini rossi;

  • fuorigioco;

  • intensità dei duelli.

Questi dati diventano ancora più importanti nelle fasi successive, quando vengono confrontati con arbitro, giocatori e matchup previsti.


Palle inattive

Corner, punizioni e seconde palle possono incidere in maniera significativa sul risultato di una partita.

Cerchiamo quindi di individuare:

  • capacità di creare pericoli da fermo;

  • vulnerabilità sui corner;

  • vulnerabilità sulle punizioni laterali;

  • forza nel gioco aereo;

  • frequenza delle situazioni da palla inattiva.

Una squadra particolarmente vulnerabile nel gioco aereo potrebbe trovarsi in difficoltà contro un avversario molto forte proprio in quel fondamentale.

Questo non determina ancora il pronostico.

Produce però un’informazione utile per le fasi successive.


I quattro livelli di confronto

I numeri vengono separati il più possibile in quattro dimensioni.

Breve periodo contro stagione

Serve a capire se la squadra sta attraversando una fase particolarmente positiva o negativa rispetto al proprio rendimento abituale.

Casa contro trasferta

Serve a misurare l’influenza del fattore campo.

Primo contro secondo tempo

Aiuta a individuare differenti comportamenti durante la gara.

Qualità degli avversari

Permette di comprendere quanto siano realmente significativi i risultati ottenuti.

Questa segmentazione rende l’analisi molto più utile rispetto a una semplice raccolta di medie.


DATI e INTERPRETAZIONE non sono la stessa cosa

Nel nostro metodo questa distinzione è fondamentale.

DATO

Una squadra:

  • ha vinto 4 delle ultime 5;

  • ha segnato 10 gol;

  • ne ha subiti 2;

  • ha ottenuto 4 clean sheet.

Questi sono fatti osservabili.

INTERPRETAZIONE

Possiamo dire:

“La squadra sta mostrando un buon livello recente sia nella produzione offensiva sia nella solidità difensiva.”

Questa è una lettura.

Non possiamo invece trasformare automaticamente quei numeri in:

“Vincerà la prossima partita.”

Quello sarebbe un salto logico che la Fase 1 non deve compiere.


Un esempio pratico

Immaginiamo questa situazione.

Squadra A — ultime 5 partite

  • 4 vittorie;

  • 1 pareggio;

  • 10 gol segnati;

  • 2 gol subiti;

  • 4 clean sheet;

  • Over 2.5 in 2 partite su 5.

Squadra B — ultime 5 partite

  • 1 vittoria;

  • 1 pareggio;

  • 3 sconfitte;

  • 3 gol segnati;

  • 9 gol subiti;

  • NG in 4 partite su 5.

A questo punto emergono alcuni segnali.

DATI

La Squadra A:

  • sta ottenendo più risultati;

  • segna di più;

  • subisce meno;

  • mantiene più frequentemente la porta inviolata.

La Squadra B presenta invece una produzione offensiva recente limitata.

INTERPRETAZIONE

La prima fotografia statistica potrebbe iniziare a sostenere scenari compatibili con:

vittoria Squadra A

oppure

Squadra B con difficoltà realizzative.

Ma non abbiamo ancora un pronostico.

Potrebbero mancare informazioni decisive.

Ad esempio:

  • assenze importanti;

  • rotazioni;

  • motivazioni;

  • matchup tattici;

  • calendario;

  • condizioni fisiche;

  • formazione ufficiale;

  • situazione della competizione.

Ed è proprio per questo che esistono altre 13 fasi.


Quali mercati iniziamo a monitorare?

Dalla Fase 1 possono iniziare a emergere evidenze preliminari per mercati come:

  • 1;

  • X;

  • 2;

  • Over 2.5;

  • Under 2.5;

  • GG;

  • NG;

  • 1 + Over 1.5;

  • 1 + Over 2.5;

  • 2 + Over 1.5;

  • 2 + Over 2.5;

  • 1 + GG;

  • 2 + GG;

  • X + Under 2.5;

  • GG + Over 2.5.

Ma nessuno di questi mercati viene scelto automaticamente.

La Fase 1 può soltanto dire:

“Questo scenario merita di essere approfondito.”


Il controllo del Data Analyst

Una statistica non è automaticamente utile solo perché esiste.

Dobbiamo sapere:

  • da quale fonte arriva;

  • quanto è aggiornata;

  • a quale competizione si riferisce;

  • se il campione è sufficiente;

  • se il metodo di calcolo è comparabile;

  • se esistono incongruenze con altre fonti.

Per questo il Data Analyst assegna un livello di affidabilità alla base informativa.

★★★★★ Molto alta

★★★★ Buona

★★★ Discreta

★★ Limitata

Insufficiente

Una base dati incompleta deve inevitabilmente ridurre anche la fiducia finale dell’analisi.


Cosa succede se un dato non è disponibile?

La regola è semplice:

non lo inventiamo.

Se un dato non è reperibile scriviamo chiaramente:

“Dato non reperibile alla data dell’analisi.”

Non sostituiamo automaticamente un dato della stagione corrente con quello dell’anno precedente.

Non ricostruiamo artificialmente statistiche incomplete.

Non chiamiamo “xG reale” un valore prodotto da un nostro modello.

Una stima può essere utilizzata successivamente.

Ma deve essere dichiarata per quello che è:

una stima modellistica.

Non un dato osservato.


Cosa vogliamo evitare con questa fase

La Fase 1 serve anche a ridurre alcuni dei bias più comuni.

Guardare soltanto il risultato

Una vittoria non equivale automaticamente a una grande prestazione.

Sopravvalutare le ultime cinque gare

Un periodo recente positivo deve essere confrontato con un campione più ampio.

Ignorare casa e trasferta

Le medie complessive possono essere fuorvianti.

Ignorare la qualità dell’avversario

Non tutte le vittorie hanno lo stesso significato analitico.

Selezionare soltanto statistiche favorevoli alla propria idea

Questo è probabilmente il bias più pericoloso.

Se decidiamo prima cosa vogliamo vedere, troveremo quasi sempre qualche statistica capace di sostenerlo.

Il metodo del Direttore vuole fare esattamente il contrario:

prima i dati, poi l’ipotesi.


Quando consideriamo completata la Fase 1

Al termine della raccolta effettuiamo un checkpoint.

Un esempio:

✅ CHECKPOINT FASE 1 — COMPLETA

Ricercati e verificati, quando disponibili:

  • forma recente;

  • rendimento stagionale;

  • casa/trasferta;

  • gol fatti e subiti;

  • clean sheet;

  • GG/NG;

  • Over/Under;

  • xG/xGA;

  • tiri;

  • tiri nello specchio;

  • occasioni;

  • possesso;

  • pressing;

  • corner;

  • disciplina;

  • metriche avanzate disponibili.

Dati mancanti: dichiarati.

Incongruenze: evidenziate.

Affidabilità complessiva: assegnata dal Data Analyst.

Soltanto a questo punto la partita può avanzare alla fase successiva.


La Fase 1 in una frase

Se dovessimo riassumerla con una sola definizione sarebbe questa:

Fase 1 = radiografia statistica del match.

Non dice ancora cosa giocare.

Non promette cosa succederà.

Non forza una previsione.

Ci dice invece:

  • quali caratteristiche mostrano realmente le squadre;

  • quali scenari hanno una prima base quantitativa;

  • quali scenari sembrano più deboli;

  • quali informazioni devono ancora essere approfondite.

Ed è proprio questa base che permette alle successive 13 fasi di avere un senso.

Perché un buon processo di analisi non dovrebbe partire dalla risposta.

Dovrebbe partire dalle domande giuste.


Il Metodo del Direttore continua

Questa è soltanto la Fase 1 delle 14 utilizzate nel nostro processo di analisi.

Nei prossimi approfondimenti entreremo progressivamente nelle altre componenti che possono cambiare completamente la lettura iniziale di una partita.

Perché i numeri sono il punto di partenza.

Non il punto di arrivo.

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Prima l’analisi.
Poi il campo.


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